diritti e sociale 

Insulta rabbino con frasi antisemite e lo minaccia con un cacciavite, denunciato senza fissa dimora

Vittima Fabrizio Haïm Cipriani che già nei giorni scorsi aveva denunciato il clima anti semita che serpeggia in città e le scritte comparse sui palazzi di via Balbi: «Slogan – aveva detto – che hanno valenza ambigua, ma in questa ambiguità hanno anche un aspetto minaccioso»

Fabrizio Haïm Cipriani è stato affrontato in via Lomellini, riconosciuto come ebreo perché portava la kippah, il copricapo circolare usato correntemente dagli ebrei di sesso maschile obbligatoriamente nei luoghi di culto, anche se i più religiosi lo indossano durante la vita quotidiana.

È lo stesso Cipriani a raccontare di essere stato «aggredito in via Lomellini con un oggetto che pare fosse un cacciavite, davanti a testimoni, con minaccia fisica e grida antisemite – spiega -. Polizia e Digos sono intervenuti dietro mia sollecitazione».

Proprio Polizia e Digos hanno fermato l’uomo. Si tratta di un senza fissa dimora genovese, cinquantottenne, che estraendo un proprio cacciavite aveva gridato: «Vai via sporco sionista di m…, altrimenti ti apro». Una frase di chiaro stampo razziale, tanto che rappresenta l’aggravante, prevista dalla legge Mancino, che va a pesare sulla denuncia al clochard per minacce aggravate. Il rabbino si dice «Non spaventato, ma indignato» per quanto è accaduto.

Da tempo Cipriani denuncia il pesante clima che in città si sta costruendo attorno agli ebrei a seguito del conflitto israelo-palestinese. Tanto che nei giorni scorsi aveva segnalato le scritte che erano comparse sui palazzi storici di via Balbi.

Sui vandalismi, il rabbino aveva cercato di attirare l’attenzione nei giorni scorsi. «Al di là delle questioni prettamente politiche – aveva detto – mi sembra veramente una follia, a parte che ci sono almeno un paio di reati, a seconda del fatto che i palazzi siano tutelati o meno. Questi poi sarebbero gli studenti di lettere che in teoria dovrebbero avere un certo tipo di attenzione verso determinate tematiche di valore del patrimonio storico». Recentemente, la facoltà di Lettere, proprio in via Balbi, è stata occupata.

«Al di là del discorso del vandalismo, che dovrebbe mettere d’accordo tutti – aveva detto Cipriani prima della manifestazione “pro Palestina” di domenica – mi aspetto ulteriori fatti di questo genere e trovo allarmante che si creino situazioni nelle quali alcune persone debbano passare da lì in presenza di slogan che hanno valenza ambigua, ma in questa ambiguità hanno anche un aspetto minaccioso».

Più che l’aggressione verbale e le pur gravi minacce in se stesse, ad opera di un soggetto riconosciuto come fragile, preoccupa il clima entro il quale maturano queste ed altre azioni. Anche a Genova.

In copertina: il rabbino Fabrizio Haïm Cipriani in un fotomontaggio sulla foto delle scritte comparse in via Balbi.

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